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lunedì 21 novembre 2016
Uguale ormai fluisce il rapido istante...
ridondante successione immutabile;
prigioniero ne' la cinta asfissiante
affoga miser lo spirto ne' fiele.
Oppresso crogiolasi mestamente
dinanzi a la fiamma ardente
de' passate memorie evanescenti,
simil a eternate rovine giacenti.
Lampi conviviali cristallizzati,
consumati nella vampa dell'attimo
e nel mio pensiero idealizzati;
dolce allor il vagolar nell'animo
dell'amabili istanti condivisi,
gradevol rimirar i gentil visi.
martedì 10 maggio 2016
mercoledì 31 luglio 2013
venerdì 13 luglio 2012
Vero?
giovedì 19 aprile 2012
Per bruni occhi...

giovedì 12 aprile 2012
Atto I Scena I
Sesto:
Qüale indicibile brama avvolge
e avvampa e brucïa il mio cuore, ardore
che sol in unico modo placato
può esser, da dove questo desiderio?
Agli occhi più prezioso è ciò ch'appare
irraggïungibile, chi bramerebbe
ciò ch'alla lunghezza d'un braccio sta?
La semplicità non è la virtù
de' l'uman spirto, disprezzo piuttosto
e noia essa alimenta, chi nel tedio
vorrebbe trovar albergo e rifugio?
Chi invece vorrebbe non sentir fuoco
e foia nutrir i singol istanti
ch'infiniti sembrano scorrer quando
tedioso l'animo è intorpidito?
Ma ecco il mio desiderio, è Lucrezia,
oh sì! Qual cüore non si scïoglierebbe
innanzi al grazioso süo sembiante?
Dolce! tanto pudica quanto bella,
irresistibile tentazione; unica
intenta alle domestiche mansioni
quando altre alla libido i sensi propri
donavan con elevato sollazzo.
Un bianco fiore che tra nude rocce
schiudesi, colto esso vuòl esser.
Così voglio coglier il fior tuo prezioso:
funesto il dì in cui scommessa addottammo
teco Lucio, amico mïo, maledetto
il giorno che alla tua mensa sedetti
per festeggiar di te la miglior parte,
ma ecco, deh! or m'appresto col ferro
ascosto sotto il manto a te venir,
Lucrezia mia, come libidinoso
Giove a Io venne: così silenziosamente
e furtivamente mia ti farò,
questo è il destino che ho deciso
per te stanotte. Sì, di te tradir
la stima, Collatino, ho deciso,
sì, anco di tradire la tua gentil
ospitalità, mia Lucrezia, scelgo.
Tu ch'alla tua mensa m'hai dato posto,
tu, che questa sera asilo in tua casa
m'hai concesso, commossa da' li enormi
sforzi de' lo regio esercito innanzi
a l'Ardeatine nemiche porte.
Or il mio umil giaciglio vo lasciando
per entrar nel talamo tuo,oh Lucrezia.
sabato 5 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
Nebbia (buonanotte)
lunedì 31 gennaio 2011
Siringa
trafitta dalla d'amore grigia punta,
anche te fuggivi dal tuo caprino
inseguitor ardente,
esso chiama voglioso
te, bella ninfa, per mostar l'amore
che dentro di esso avvampa;
Forse in velocità potevi Eolo
superare di molto,
le agili tue gambe sinuose e belle
si muovevan celeri,
la tua voce, soave e süadente
or chiede mercè pietosa e debole.
Giungi or su le limpide rive azzurre,
come puoi or, o ninfa,
fuggir e nasconderti?
Qual sconforto nel cuor
alberga et invade il dolce tuo animo?
Dolce pena invade il petto divino
e tu, bella Siringa,
tra le canne vieni mimetizzata
e or il tuo corpo è pïeno di fibre
e ad ogni cambio di vento ti pieghi.
Scïagurato l'amante respinto,
che or sol la tua voce nel vento sente
che nelle canne soffia:
or tu le tagli et un dolce süono
ne fai uscir: questo sarà l'amore tuo.
lunedì 10 agosto 2009
Cavaliere
boschi, pace non trovi
e sollievo il canto de la Natura
più non ti reca al nobil glacial
petto, celato dall'argenteo usbergo:
qual tormento il cuor tuo angoscia e lacera?
Pe' l'alti principi copioso sangue
donasti, l'animo tüo immolasti,
qual serto trionfale ti cinse il capo?
Il petto tuo mostra mortal ferita,
sì ch'il biàn destrier di rosso si tinge
e il bel volto s'è torto pe' l'affanni.
L'ultima fiera battaglia t'attende,
di batter l'infedel
brami, quivi l'ultimo Sole miri
ora ch'il tuo nemico dinnanzi vedi,
l'amata spada al fianco tieni stretta,
di percoter gli scudi
il fèr tuo usa solente;
in su 'l colle osservi
l'alti stendardi veleggiar al gelido
vento, chiediti allor "se vincitor
sarò, sarà fors'essa l'ultima pugna
ch'il cor mio reggerà?
E s'io sconfitto cadrò nè la polve,
chi mai il volto mïo serberà nel petto?"
Col l'animo in tempesta
scaglierà allor il destrier ne' la mischia,
ch'il cielo abbia pietà
e che l'Averno t'accolga nel caldo
e gentil grembo etero.


